Abbattuti altri alberi a Napoli, la rivolta dei cittadini: scatta la denuncia ai carabinieri

Hanno denunciato ai carabinieri, l’abbattimento di due pini secolari. È accaduto sabato scorso, come documenta l’esposto inoltrato alle autorità giudiziarie e presentato ai militari della stazione di Capodimonte da due cittadini napoletani. «Si trattava di due alberi su via Edoardo Nicolardi, ai Colli Aminei, sottoposti al vincolo paesaggistico – spiega Giuliana Di Sarno, ex presidente della Terza municipalità che ha sottoscritto l’esposto – non ci risulta ci sia stata alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza e nel giro di due giorni hanno abbattuto sei alberi».
Non è la prima azione messa in campo dai residenti del quartiere che, negli ultimi mesi, ha registrato un gran numero di interventi sulle presenze arboree, spesso abbattute, suscitando perplessità nei cittadini. L’esasperazione degli abitanti convianti che «la mancanza di manutenzione e monitoraggio del verde sia la causa delle massicce azioni riparatorie messe in campo con gli abbattimenti» ha portato oltre 300 persone, tutte residenti ai Colli Aminei, a firmare una petizione per chiedere la documentazione che attesti la necessità di questa tipologia di interventi. Fino ad oggi non c’è stata alcuna risposta dal Comune di Napoli, che ha ricevuto la richiesta depositata presso la municipalità e trasmessa al sindaco e al servizio aree verdi dell’amministrazione centrale.
«Il quartiere era caratterizzato da numerosi alberi della specie pini secolari ma con il passare dei mesi tali essenze arboree sono state quasi tutte completamente abbattute sotto mandato del Comune di Napoli – si legge nella denuncia – Abbiamo visto in atto l’ennesimo abbattimento ad opera di una ditta specializzata incaricata dal Comune di Napoli affiancata dalla polizia municipale che garantiva la sicurezza della viabilità e abbiamo chiesto a chi stava operando, l’ordinanza». «Nonostante la nostra richiesta di spiegazioni e di un’ordinanza che autorizzasse l’abbattimento dei due pini, ci hanno riferito di non averla – spiega Di Sarno – Eppure sono a conoscenza che si tratta di alberi sono sottoposti a vincolo paesaggistico e per il loro abbattimento servirebbe l’autorizzazione della Sovrintendenza». Anche negli uffici della Terza municipalità «non è giunta alcuna comunicazione o ordinanza sulle operazioni di abbattimento previste in via Nicolardi sabato scorso» conferma Ivo Poggiani, presidente del parlamentino municipale.
Tra le richieste della cittadinanza, c’è chi propone il «Garante del Verde, una nuova figura istituzionale per difendere il verde della città, far rispettare le norme e applicare le leggi per la sua tutela, raccogliere e rappresentare le istanze dei comitati, delle associazioni, dei cittadini che vogliono salvare gli alberi, le piante, i giardini, le aiuole, i parchi del territorio». La proposta arriva dal Comitato “Gazebo Verde” che ha annunciato anche l’uscita di un dossier che avrà valenza di un vero e proprio «rapporto sulla situazione del Verde Urbano nella città di Napoli – spiega la presidente Maria Teresa Ercolanese – col proposito di riassumere tutte le criticità che quotidianamente minacciano la preziosa risorsa,  analizzando le positive esperienze del passato e le prospettive per il suo recupero».
Tra le azioni da sottoporre alla lente di ingrandimento di un futuro Garante, secondo il Comitato ci sono le potature effettuate in data 11 e 12 febbraio su corso Umberto I a Napoli. «Riteniamo che non siano potature ma delle vere e proprie capitozzature – dichiara Ercolanese – pertanto laddove si intendesse addurre la scusante della pericolosità o della malattia, chiediamo che ci vengano fornite le certificazioni per ciascun albero, tali da giustificare questo genere di interventi».
La replica arriva direttamente dal presidente della Seconda Municipalità partenopea, Francesco Chirico, che indica l’azione del restyling del verde come un processo virtuoso del parlamentino da lui guidato. «Abbiamo affidato la potatura a una ditta specializzata attraverso un avviso pubblico e, di conseguenza, abbiamo fatto eseguire i lavori a una squadra di professionisti – spiega Chirico – su corso Umberto erano quasi 10 anni che non si mettevano in campo vere azioni di potatura e sono stati necessari alcuni tagli perché i fusti erano secchi o pericolanti». «Abbiamo agito anche su alberi ad alto fusto che sono di competenza del Comune e questo ci è stato consentito dalla nostra capacità organizzativa per cui abbiamo stanziato risorse per il verde, a differenza delle altre municipalità e proseguiremo gli interventi su altri 600 alberi tra Forcella, il centro storico e su corso Vittorio Emanuele», conclude Chirico. Lo scopo è arrivare alla «ripiantumazione del verde abbattuto» rassicura Luigi Felaco, assessore comunale al Verde, lavoreremo per raggiungere questo obiettivo.

IlMattino.it

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