Da Venezia a Napoli, 21 porti rischiano di “annegare” entro il 2100: dettaglio città per città

Tra 80 le coste italiane saranno ridisegnate. Il livello del Mediterraneo si sta innalzando velocemente per il riscaldamento globale. Entro il 2100 sarà più alto di oltre un metro  e 5.600 km quadrati e più di 385 km di costa italiana, «rischia di essere sommersa dal mare, in assenza di interventi di mitigazione e adattamento». A lanciare un nuovo allarme è l’Enea, che ha presentato i dati oggi a Roma nel corso di un convegno sul Mediterraneo e l’economia del mare organizzato insieme a Confcommercio per la firma di un protocollo d’intesa sullo sviluppo sostenibile.
I PORTI PIU’ COLPITI
Da questo innalzamento deriverebbero rischi specifici per i porti italiani, e i più colpiti risulterebbero quelli di Napoli e Venezia. Secondo l’ Enea «entro la fine del secolo l’innalzamento del mare lungo le coste italiane è stimato tra 0,94 e 1,035 metri», prendendo in considerazione un modello cautelativo, e «tra 1,31 metri e 1,45 metri», seguendo una base meno prudenziale.Il fenomeno dell’innalzamento del Mediterraneo riguarda praticamente tutte le regioni italiane bagnate dal mare. È quanto emerge dalla mappa di dettaglio diffusa oggi dall’ Enea che, in un incontro promosso con Confcommercio, ha rilevato a rischio inondazione un totale di 40 aree costiere.
LA MAPPA DEL RISCHIO
In particolare, nella mappa diffusa dall’ Enea con Confcommercio sugli effetti dell’innalzamento del Mediterraneo, emerge che a rischio sono una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna; la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo; l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia; La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana. Andando al Centro-Sud, ad essere minacciate sono la piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio; la piana del Volturno e del Sele in Campania; l’area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna; Metaponto in Basilicata; Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia; Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.
La situazione nei porti. Anche i porti italiani subiranno un innalzamento del livello del mare per via dei cambiamenti climatici: la stima è di circa un metro al 2100, con picchi superiori a Venezia (più 1,064 metri), a Napoli (più 1,040 metri), a Cagliari (più 1,033 metri), a Palermo e a Brindisi. È quanto emerge dalle proiezioni dell’Enea presentate oggi nel corso di un convegno dedicato al Mediterraneo e all’economia del mare, insieme con Confcommercio. L’innalzamento stimato dall’Enea riguarda 21 porti italiani e prende in considerazione anche l’effetto dello ‘storm surgè, cioè la coesistenza di bassa pressione, onde e vento che in particolari condizioni determina un aumento del livello del mare rispetto al litorale di circa 1 metro. L’innalzamento al 2100 viene stimato ad Ancona di un metro, fino a due con l’effetto ‘storm surgè; ad Augusta 1,028 (fino a 2,028), a Bari 1,025 (fino a 2,025), a Brindisi 1,0282,028, a Cagliari 1,033 (2,033), a Catania 0,952 (1,952), a Civitavecchia 1,015 (2,015), a Genova 0,922 (1,922), a Gioia Tauro 0,956 (1,956), a La Spezia 0,994 (1,994), a Livorno 1,008 (2,008), a Massa 0,999 (1,999), a Messina 0,956 (1,956), a Napoli 1,040 (2,040), a Olbia 1,025 (2,025), a Palermo 1,028 (2,028), a Salerno 1,020 (2,020), a Savona 0,922 (1,922), a Taranto 1,024 (2,024), a Trieste 0,980 (1,980), a Venezia 1,064 (2,064).

IlMattino.it

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