Pompei Pride 2018, festa finale in spiaggia a Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA – Una grande festa di colori, musica, fuochi d’artificio sull’arenile della città oplontina chiuderà il Pompei Pride del 30 giugno. Si terrà, infatti, al lido Rena Nera, a partire dalle 23, una serata all’insegna del divertimento, dopo che il corteo del popolo LGBT nel pomeriggio avrà attraversato il centro di Pompei: da via Carlo Alberto, passando per piazza Bartolo Longo, via Roma, via Plino, fino a piazza Esedra.
Proprio oggi è anche arrivata la comunicazione ufficiale del sindaco torrese Vincenzo Ascione che ha concesso il patrocinio morale all’iniziativa. «Per la comunità LGBT – si legge nelle motivazioni della scelta del primo cittadino – l’evento rappresenta una giornata per rivendicare con orgoglio non solo la visibilità ed i diritti non ancora pienamente acquisiti nel nostro paese da omosessuali e transgender, ma anche per ottenere la pari dignità e le effettive pari opportunità tra tutti i cittadini e cittadine italiani».
Il decreto di Ascione è stato accolto con gioia dal presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino, originario di Torre Annunziata. «Sono contento da torrese di poter portare questo evento anche nella mia città. È come se fosse un piccolo sogno che si realizza». Ha commentato Sannino. «Evidenziamo anche con la nostra iniziativa il collegamento tra i due comuni degli scavi, Torre e Pompei, sperando che anche le nostre terre possano diventare mete del turismo LGBT come Torre del Lago e Gallipoli. Si tratta – ha continuato il numero uno di Arcigay Napoli – si un turismo ricco che fa gola in tutta Europa. I nostri territori sono bellissimi e non mi sono mai sentito escluso».
La scelta caduta su uno dei locali della movida estiva oplontina. «I titolari hanno subito accolta l’idea». Ha detto Sannino, che, però, non ha mancato una stoccata al sindaco di Pompei: «Abbiamo ricevuto i patrocini della Campania, della Città metropolitana di Napoli, della provincia di Caserta. Persino dei consolati di Stati Uniti, Francia e Spagna ma manca ancora quello di Pompei. Ho anche scritto al vescovo una lettera – ha concluso Antonello Sannino – affinché apra un dialogo con noi».

IlMattino.it

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