Cinquecento pecore sgozzate al centro carni di Robecco per la festa del sacrificio

Sono 250 le pecore che oggi al centro carni Chiodini di Robecco sul Naviglio vengono sacrificate per la festa dello sgozzamento, o del Sacrificio. Un rito islamico che ha portato a Robecco centinaia di famiglie provenienti dal milanese, ma anche dal novarese, dal varesotto e da altri territori. Tutto si sta svolgendo regolarmente sotto la supervisione del medico veterinario della ex Asl veterinaria. Il rito continuerà anche sabato con un numero di pecore che verranno macellate di poco inferiore a quello odierno. Abbiamo parlato con alcune persone di questa festività che i musulmani paragonano alla Pasqua per i Cristiano Cattolici. Sono arrivati con tutta la famiglia, bambini compresi, perché ritengono fondamentale che i più piccoli imparino le tradizioni.
I dati parlano Chiaro. Anche se la festa del Sacrificio scatena inevitabilmente le polemiche di chi la ritiene disumana per gli animali, che vengono sacrificati secondo un rituale particolarmente cruento, il numero delle macellazioni abusive si è ridotto drasticamente. Anni fa, quando tutto avveniva senza regole, si trovavano resti di animali macellati un poi’ come capitava in riva al Ticino, nei cascinali e perfino all’interno delle abitazioni. Oggi, piaccia oppure no questo rituale, non è più così. La ex Asl Veterinaria ha individuato il centro carni di Robecco sul Naviglio come luogo dove tutto deve essere svolto secondo certe regole. Le macellazioni, cominciate alle 9 di questa mattina, proseguono al ritmo di 20 all’ora e continueranno domattina. Nessuno può assistere al rituale a meno che non venga autorizzato da un capo spirituale. Di certo la visione è terribile.
Le pecore vengono tranquillizzate e, una alla volta, entrano nel macello, per uscirne dalla porta accanto pronte per essere vendute a 4 euro al chilo. Un rito che si discosta poco dall’uccisione del maiale che veniva portata avanti nelle cascine del milanese e, in qualche caso, continua anche oggi. “E poi parliamoci chiaro – ha detto un uomo – se non ci fosse un posto come questo dove la Asl consente la macellazione islamica, lo sgozzamento oggi ci sarebbe lo stesso. E’ una festa troppo importante per il musulmano. Nessuno ci rinuncerebbe”.

corrierealtomilanese.com

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