VIDEO: SONO TERRORISTI CECENI QUELLI CHE HANNO UCCISO NICCOLÒ CIATTI?

VIDEO: SONO TERRORISTI CECENI QUELLI CHE HANNO UCCISO NICCOLÒ CIATTI? 

di Carlo Ferrajuolo

LLORET DE MAR (Spagna) — Tutti restarono a guardare lo spettacolo dell’orrore, come se stessero al circo. Uno spettacolo infame senza pagare in euro o in dollari. Tutti a filmare un omicidio con gli smartphone, una vergogna totale. La discoteca che si trasforma nel Colosseo è i ragazzi in gladiatori esaltati dalle droghe sintetiche che non fanno ragionare, ti offuscano la mente, ti rendono inutile e inerme. La cosa più grave che in un night spagnolo non c’era l’ombra di qualcuno della sicurezza. Le telecamere della discoteca Sant Trop mostrano il pestaggio in mezzo alla pista e alla gente che balla. I tre russi fermati verranno interrogati e sono accusati di omicidio. Il padre di Niccolò Ciatti al Tg1: “Non sono esseri umani. E tutti sono stati a guardare, sarebbe bastato che forse qualcuno intervenendo poteva risparmiargli quelle pedate sulla testa che me l’hanno ammazzato”. Foto delle guerra in Cecenia, immagini di combattimenti in una palestra di Strasburgo. Questo hanno trovato gli investigatori spagnoli nei profili Facebook dei giovani accusati di aver ucciso il ventiduenne di Scandicci Niccolò Ciatti. Dei tre ceceni di nazionalità russa, ma residenti in Francia dove hanno chiesto asilo politico, sono stati diffuse per ora solo le iniziali. Si tratta di K.K, 20 anni, R. B., 24, e M.M., 26. Tre ceceni islamici sunniti.Status di rifugiati. Richiedenti asilo. Residenti in Francia ed hanno tempo, soldi, permesso e stato d’animo per andare a far baldoria in Spagna, in discoteca e meglio se con il morto. Si rafforza così la prima testimonianza fornita degli amici di Niccolò alla polizia catalana. «Si muovevano come dei combattenti, si vedeva che conoscevano le arti marziali». I ceceni potranno fare ritorno in Francia, dove vivono come richiedenti asilo. La magistratura spagnola ha trattenuto solo il ragazzo che ha sferrato il calcio alla testa di Niccolò Ciatti, mentre era già a terra. Il padre del giovane fiorentino: “Dovrebbero stare in carcere, sono professionisti del male”. Chiuso il locale: si indaga sul numero dei bodyguard. A Girona erano già arrivati i suoi genitori, mentre la notizia giunge a Scandicci solo il giorno successivo. Gli aggressori, ha continuato il padre, “sono persone che cercavano soltanto le botte, paramilitari non lo so che cosa sono e poi me lo hanno massacrato”. Niccolò, ricorda, “era alto più di un metro e novanta, 80 chili, un fisico, era bellissimo, lo hanno distrutto solo perché ha ricevuto una spinta e lui ha reagito e questo non ha aspettato altro che massacrarlo, perché questo era il suo lavoro, lo voleva massacrare e me lo ha ammazzato”. La ricostruzione del pestaggio – Il 22enne italiano era arrivato il 5 agosto a Lloret de Mar, cittadina a 70 chilometri da Barcellona nota per la movida notturna più che per il mare e le spiagge. Alle 3 di sabato mattina si trovava al Sant Trop con alcuni amici fiorentini: una normale serata in discoteca a ballare. Poi l’aggressione improvvisa, dovuta a una spinta casuale nella calca della pista, stando a quanto riferito dai compagni di Niccolò agli investigatori spagnoli. Una semplice incomprensione da cui scaturisce una reazione violentissima. Il pestaggio comincia e finisce nel giro di pochi secondi. Quando Niccolò Ciatti cade a terra forse ha già perso i sensi, ma i calci alla testa continuano, come testimoniano le telecamere. In tre si accaniscono sul giovane toscano, poi fuggono appena si accorgono della gravità delle sue condizioni.

MA CHI SONO I CECENI CHE TRANSITANO IN EUROPA?

Quelli che hanno ucciso Niccolò Ciatti forse sono terroristi ceceni, ospitati da noi europei, infiltrati a detta loro: e il capillare lavoro svolto dall’antiterrorismo cerca di smascherare. Sono minacciosi, addestrati, violenti,  presenti sul territorio Europeo;  pericolosi  foreign fighters pronto ad agiri. A colpire. A uccidere. Si tratta di cittadini ceceni terroristi addestrati ad arti marziali, nei confronti del quale la Polizia di Stato dei vari paesi europei ha dato esecuzione al provvedimento di fermo di delitto per i reati di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a commettere delitti. E dal fronte delle indagini si apprende che i poliziotti spagnoli, coordinati dal Procuratore Distrettuale di Barcellona e dalla direzione Centrale della Polizia spagnola, hanno eseguito il provvedimento nell’ambito delle strategie di prevenzione e contrasto del fenomeno dei foreign fighters ceceni dell’Isis, in transito in Europa ed in collegamento con terroristi in Siria ed in altri stati dell’Unione Europea, oltre che con filiere jihadiste caucasiche.

Carlo Ferrajuolo

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