Emergenza senza fine, ecco chi sta incendiando la Campania

Sono loro, sempre loro: quelli che hanno interesse ad entrare nell’affare delle bonifiche e che ora scalpitano per accedere ai progetti. Quali? Quelli della Regione, che non mancheranno: i progetti per ripulire quei 150 ettari di bosco distrutti, dati alle fiamme, grazie a una sapiente regìa che tiene legati la piazza e segmenti del Palazzo, mondi diversi che si abbracciano quando l’ennesima sciagura si abbatte su Napoli e dintorni. Sono loro, sempre loro, manodopera d’assalto al patrimonio naturalistico che ha reso celebre il Vesuvio nel mondo. Sono loro: frange di disoccupati organizzati, ex lavoratori a progetto rimasti da mesi esclusi dai finanziamenti e improvvisamente blanditi da qualcuno che ha interesse a risistemare le cose. Oggi hanno acceso le fiamme e hanno distrutto presente e futuro del paesaggio naturale, domani li vedremo lì sul posto: con il kit dell’emergenza, a ripulire dai detriti, a bonificare territori, a piantare nuove specie di vegetazione, a fare le sentinelle del territorio. E a picchettare ogni intervento dello Stato che non preveda un loro impiego, una loro assunzione diretta sul campo. Non in un futuro remoto, ma appena saranno svanite le fiamme, appena il vento tornerà basso, appena sarà necessario battere cassa per risolvere la nuova emergenza che mancava.

Il Mattino

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