Scienziati cinesi fanno sparire zanzare da due isole nel giro di due anni

Un gruppo di scienziati cinesi è riuscito a spazzare via quella che è considerata come una delle zanzare più invasive del mondo da due isole fluviali cinesi, come rileva Science Alert.
Gli scienziati hanno utilizzato innovative tecniche per il controllo delle popolazioni delle zanzare e sono riusciti ad eliminare quasi del tutto (fino al 94%) la presenza della Aedes albopictus, conosciuta anche come zanzara tigre asiatica, dalle due isole.
Questa zanzara risulta uno dei principali vettori di agenti infettivi tra cui quelli della malattia Zika, della febbre dengue e della chikungunya, un’altra malattia febbrile virale.
Gli scienziati hanno fatto quasi sparire le popolazioni di questa zanzara da due isole fluviali appartenenti alla città cinese di Guangzhou.
Secondo Peter Armbruster, un ricercatore esperto di zanzare della Georgetown University che ha revisionato lo studio, i risultati conseguiti dai ricercatori cinesi sono notevoli e dimostrano il potenziale che gli esseri umani hanno per debellare fortemente le popolazioni di zanzare vettori di gravi malattie.
I ricercatori hanno allevato zanzare infette dal batterio Wolbachia in laboratorio e le hanno sottoposte ad una dose di radiazioni. Questa prima fase ha portato ad una sterilizzazione degli insetti sia i maschi che femmine.
Si tratta di un metodo con il quale si possono “produrre” in laboratorio anche centinaia di milioni di zanzare sterili. Queste ultime possono poi essere rilasciate nelle aree più soggette alla trasmissione delle malattie.
È quello che hanno fatto sulle due isole dove, dopo due anni di questo “trattamento”, i ricercatori hanno notato un calo dell’97% delle punture di zanzare che i locali hanno subito.
Inoltre, eseguendo analisi tramite apposite trappole, i ricercatori hanno notato una diminuzione della presenza delle zanzare femmine che andava dall’82% 94%. Le zanzare rimaste sulle due isole probabilmente arrivano da zone esterne dell’area che ha visto il trattamento.
I costi? Secondo il microbiologo Zhiyong Xi, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, si aggirano intorno ai 108 dollari per ettaro “bonificato” ogni anno, un prezzo tutto sommato affrontabile per aree a forte rischio.

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