A fuoco impianto rifiuti di S. Maria Capua Vetere: è il quarto caso da luglio

C’è un’unica regia dietro agli incendi dei siti di stoccaggio di rifiuti nella provincia di Caserta. Da Marcianise a Bellona, fino ad arrivare a Caivano (nel napoletano) e ancora a Pastorano, con la Gesia: è stata un inferno, l’estate appena trascorsa.
Questa sera è toccato a Santa Maria Capua Vetere, precisamente al cdr di San Tammaro che si trova di fronte al carcere di Santa Maria Capua Vetere: le fiamme hanno avvolto le piramidi di rifiuti rilasciando diossina e fumo nero che sta coprendo il cielo di Santa Maria Capua Vetere. E c’è timore anche la sorte dei 980 detenuti rinchiusi in carcere. Si tratterebbe di un incendio doloso, stando ai primi rilievi. In queste ore i vigili del fuoco del distaccamento di Aversa e del comando di Caserta sono al lavoro per spegnere le fiamme che si sono levate alte dal sito.
Il precedente e l’intervento
Il vicepremier Luigi Di Maio, in visita a Marcianise in settimana, non poteva sottrarsi alle domande dei giornalisti sull’incendio di venerdì scorso che ha interessato l’impianto di rifiuti sotto sequestro della L.E.A. srl, nella zona industriale di Marcianise. «Il fenomeno degli incendi negli impianti di rifiuti – ha detto il leader pentastellato – ormai sta interessando tutta l’Italia e in particolare la cosiddetta Terra dei fuochi. Su questo, il ministro all’ambiente Sergio Costa ha pronta una serie di interventi che aumentino i controlli e le responsabilità, perché non è più un caso che questo genere di depositi stiano andando a fuoco in maniera sistematica. Quindi ci stiamo vedendo chiaro e siamo pronti con degli interventi che aumentino i controlli, ma soprattutto che non facciano più sconti a nessuno, perché – ha concluso Di Maio – quello che sta succedendo non può essere relegato solo al tema degli incidenti».

IlMattino.it

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